COME RIPROGETTARE UN BAGNO STRETTO E LUNGO

IDEE E PROPOSTE DI PROGETTO


Capita molto frequentemente a Milano di dover riprogettare un bagno stretto e lungo durante la ristrutturazione di un appartamento.
Il bagno, a dispetto dell'importanza che ha nella vita di tutti i giorni, ha avuto nell'edilizia popolare sempre un ruolo marginale. Concepito come spazio di risulta, si è sempre data maggiore importanza alle camere da letto o al soggiorno essendo ambienti di rappresentanza. Si tendeva cosi a dare a questi le dimensioni maggiori possibili lasciando ciò che rimaneva alla funzione di bagno e cucina che spesso si caratterizzavano dalla loro forma stretta e lunga.


progettare bagno lungo
Rilievo dell'appartamento da ristrutturare. Si nota come sia sproporzionato il bagno

DUE AMBIENTI IN UNO

Dovendo progettare la ristrutturazione di un appartamento e modificandone la distribuzione, il bagno e la cucina stretta e lunga sono sempre delle sfide nei confronti del progettista.
Una valida soluzione per riprogettare un bagno lungo e stretto può essere semplicemente... fare in modo che non sia più un bagno lungo e stretto!

Arredare un bagno lungo
Proposta di progetto.
Dal bagno si ricava un bagno+antibagno
Dividendo l'ambiente in due spazi più piccoli si può infatti ricavare un bagno più proporzionato ed un piccolo antibagno, all'interno del quale è possibile posizionare un ulteriore lavabo ed eventualmente una lavatrice.
Nell'esempio riportato si aveva un classico caso di ambienti sproporzionati nelle dimensioni. Il bagno era pessimamente sfruttato avendo una vasca che, come di consueto in questi casi, si sviluppava lungo il lato maggiore creando una sorta di corridoio. Il risultato: una quantità di spazio inutilizzato!

Anche la cucina stretta e lunga era male arredata sviluppandosi tutta su di un lato e non dividendo gli spazi tra ambito di preparazione e ambito di consumo del pasto.

La soluzione ha permesso di ricavare uno spazio che precede il bagno e che può essere utilizzato per lavarsi le mani o ad uso lavanderia quando il bagno è occupato. Il disimpegno creatosi svincola inoltre la progettazione del resto dell'appartamento. Ricavando un disimpegno all'interno del bagno è possibile infatti evitare aprire là dove prima c'era il disimpegno originario.



COME SCEGLIERE L'IMPRESA A CUI AFFIDARE I LAVORI IN 7 MOSSE

L'OBBLIGO DEL DISIMPEGNO

Si ricorda infatti che da Regolamento di Igiene (da Titolo 3 Art. 3.4.35 relativo alla Dotazione minima di servizi igienici e stanze da bagno) e da Regolamento Edilizio del Comune di Milano (Art. 37) la presenza del disimpegno, cioè un piccolo spazio separato fisicamente con una porta dal resto degli ambienti della casa, è SEMPRE obbligatoria, a meno che non si tratti del bagno privato della camera da letto. In quel caso il disimpegno prima del bagno non è richiesto, essendo di pertinenza della sola camera che funge essa stessa da disimpegno.

Il nuovo disimpegno nella soluzione proposta può eventualmente essere dotato di un piccolo  ribassamento ad uso sgabuzzino, sufficiente per mettere le valigie o se necessario lo scaldabagno.



FINO A GENNAIO LA DETRAZIONE DEL 50%

Il rifacimento del bagno e la trasformazione di un bagno stretto e lungo in un bagno + antibagno secondo la vigente guida sulle detrazioni dell'Agenzia delle Entrate, da diritto all' agevolazione del 50 % fino a dicembre 2018, Per maggiori informazioni consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate.

Rimane quindi poco tempo a disposizione per trasformare il proprio bagno o la propria cucina stretta e lunga e spendere la metà delle spese sostenute.

L'architetto Luca Maioli e Lacasapensata, studio di progettazione sito ad Assago alle porte di Milano, è disponibile per sopralluoghi e preventivi di spesa su Milano e dintorni.










ISOLAMENTO NELL'INTERCAPEDINE, L'INSUFFLAGGIO

INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO

L' INSUFFLAGGIO

come funziona e quanto costa
Insufflaggio nell'intercapedine e cappotto interno 

Il termine insufflaggio non è molto adoperato nel linguaggio comune, si preferiscono le parole isolamento, coibentazione, iniezione di materiale isolante...

L' insufflaggio prevede una tecnica ben precisa, la quale cambia di poco a seconda dei materiali utilizzati, sempre in forma di granuli o fiocchi, e consiste nel riempire fisicamente le intercapedini presenti nella maggior parte dei muri perimetrali presenti nelle nostre case.
I muri perimetrali infatti nella stragrande maggioranza dei casi non sono muri portanti, svolgendo la funzione portante la struttura reticolare in cemento armato.

I muri perimetrali sono normalmente dei tamponamenti, e tradizionalmente sono costituiti da due paramenti laterizi con una sorta di camera d'aria nel mezzo, dello spessore che va dai 5 ai 15 cm.

Ma da che cosa isola l'insufflaggio?



Le ragioni per isolare un muro possono essere molteplici, si puó avere il desiderio di isolare acusticamente il muro di confine con i vicini per ovvie ragioni, oppure si puó voler isolare i muri perimetrali perchè in inverno sono freddi gelati con presenza di muffe.

La differenza tra isolamento termico ed isolamento acustico sta principalmente nella continuitá dei materiali isolanti. E' chiaro che un materiale discontinuo non fermerá le vibrazioni acustiche, che continueranno a passare indisturbate, perció se l'obiettivo è isolare acusticamente una parete, l'insufflaggio, non fa per voi.

In cosa consiste l'insufflaggio


Chiarito a chi puó interessare la tecnica dell'insufflaggio, passiamo a descrivere in cosa consiste l'insufflaggio di materiale isolante nelle intercapedini murarie.
L'intervento è sicuramente quello tra i meno invasivi in termini di isolamento. Si opera dall'interno delle abitazioni aprendo dei buchi nei muri perimetrali in maniera tale da poter accedere all'intercapedine. I buchi non vanno aperti a caso ma seguendo una logica, dopodichè con una pompa si riempie l'intercapedine di materiale isolante, quale puó essere il sughero, la cellulosa, il polistirolo, la perlite...
A seconda delle situazioni, delle prestazioni che si cercano (e del budget) è meglio utilizzare un materiale piuttosto che un altro.
Un materiale piú pesante, come puó essere il sughero, avendo piú massa da più sfasamento di un materiale leggero come può essere il polistirolo. Il risultato è che il sughero in estate isola maggiormente rispetto al polistirolo.

Insufflaggio fai da te, quando conviene


Siamo tutti appassionati del fai da te, e talvolta si possono raggiungere degli ottimi risultati. Tuttavia bisogna valutare bene quale tipo di materiale utilizzare e soprattutto avere la perizia di controllare che il materiale si compatti a dovere e non tralasci zone vuote nell'intercapedine.

I tempi e i costi dell' INSUFFLAGGIO A MILANO


Le ditte che si occupano di insufflaggio e con le quali abbiamo lavorato in passato per determinare un costo si basano su differenti fattori:

  • L'accessibilità del sito, a che piano bisogna operare. Questa informazione è fondamentale perchè la maggior parte dlele volte il materiale e la pompa rimangono in strada, quindi è necessario sapere la lunghezza del tubo e la portata della pompa.
  • La finitura interna dei muri. Perchè richiudere i buchi può essere complicato se la finitura è in stucco veneziano, ad esempio.
  • La superficie di muro da isolare. Basta calcolare i mq.
  • La grandezza dell'intercapedine. Necessaria per determinare i metri cubi di materiale da iniettare.
  • Il tipo di materiale da insufflare. Il polistirolo ha un costo (basso), la cellulosa ne ha un altro e il sughero ne ha un altro ancora (alto)
  • Dovendo fornire un costo di massima, l'insufflaggio di un appartamento standard con intercapedine da 10 cm. ha un costo che si aggira dai 1000 ai 2000 Euro, intervento che ha diritto alla detrazione del 65%.



Molte volte capita che costa di più l'uscita che l'intervento vero e proprio, questo perchè può capitare che la parete da isolare sia piccola. Facendo rete è possibile organizzare il lavoro in maniera tale da ottimizzare i tempi, magari riunendo più interventi allo stesso tempo.



QUANTO COSTA UNIRE DUE LOCALI CON CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO?

APPUNTI DALL'UFFICIO TECNICO

Un LOFT ricavato da una industria . Fonte: Wikipedia

pratiche per fusione appartamenti
Fusione tra due appartamenti
La fusione tra due appartamenti o tra due locali aventi differente destinazione d'uso è cosa abbastanza frequente, soprattutto negli ultimi tempi in cui una grande quantitá di laboratori e spazi adibiti a magazzino hanno dovuto chiudere a causa delle crescenti difficoltá economiche.
A volte può quindi risultare appetibile acquistare la proprietà adiacente ed unirla alla propria, anche perchè così facendo in molti casi si rimane di fatto all'interno della "prima casa".
A causa della poca chiarezza in materia e poichè a volte sembra prematuro incaricare un tecnico, una serie di dubbi rendono però difficile la scelta.

In questo articolo riassumerò alcuni consigli e delucidazioni avute in un giorno di ricevimento negli uffici comunali. Non si ha la pretesa qui di scrivere una guida o di riassumere una normativa, ma di fare un pò di chiarezza in quell'intrico di norme tra PRG , PGT, Leggi Regionali e Circolari.

Quanto costa unire due appartamenti? Bisogna pagare degli oneri? E quali sono le pratiche da presentare?


Innanzitutto bisogna identificare la modulistica.
In questo caso si parla di unire due appartamenti, quindi entrambi con destinazione d'uso residenziale.
Il modulo necessario per una fusione senza interventi sulla struttura, ossia bucare la soletta per realizzare una scala nel caso gli appartamenti siano uno sopra l'altro per fare un esempio, è all'interno del Comune di Milano la CIAL (Comunicazione Inizio Attività Libera).
La CIAL è una comunicazione gratuita, tuttavia bisogna scaricare il modello SUE, non quello zonale, ciò vuol dire che la protocollazione della pratica andrà fatta in Via Pirelli e non negli uffici di zona.

Per unire quindi due appartamenti posti l'uno a fianco all'altro non è necessario spendere nulla, se non l'onorario del tecnico che dovrà compilare la relazione asseverata e al termine dei lavori riaccatastare l'immobile.

Nel caso invece siano necessari degli interventi alla struttura, come ad esempio il buco nella soletta per fare posto alla scala, il modulo da utilizzare è la SCIA, e in tal caso è previsto il pagamento dei diritti di segreteria pari a circa 55 Euro.

Fin qui tutto semplice, però a volte si pensa risulti conveniente acquistare un locale adibito a magazzino o laboratorio e trasformarlo in residenza, ed ecco che sorgono i dubbi...

come cambiare destinazione d'uso a milano
Estratto del PGT di Milano con legenda

Quanto costa il cambiamento della destinazione d'uso?

Per prima cosa bisogna stabilire se il fabbricato ha più o meno di 10 anni (da ultima concessione edilizia); nel caso il fabbricato abbia meno di 10 anni la pratica è competenza delle Opere Maggiori, altrimenti si rientra negli Interventi Minori. Questo serve per sapere a chi rivolgersi, poichè i tecnici e gli uffici sono differenti.

Seconda cosa da fare è verificare a quale zona appartiene il fabbricato in questione.
Bisogna cioè verificare sulle piante del PRG o del PGT disponibili in rete sul sito del Comune di appartenenza a quale zona appartiene il fabbricato sul quale si vuole intervenire.

Il comune di Milano ha il proprio PGT completamente disponibile online, dal quale è possibile consultare le tavole R01 e R02 ed in base alla zona di decentramento individuare la zona di appartenenza del fabbricato.

Dal sito del comune di Milano si legge che:
Nell’ambito del PRG vigente erano individuate 147 zone omogenee B2. Si tratta di ambiti distribuiti sul territorio comunale dal centro alla periferia, caratterizzati da una generale disomogeneità della qualità edilizia e da un tessuto urbano frammentario
Se il fabbricato non rientra in una delle 147 zone ex B2 il cambio d'uso comporta un aggravio degli standard urbanistici, pertanto alla protocollazione della pratica sarà richiesto il versamento di una quota che dipende dalla zona di ubicazione e dalla superficie lorda (SLP) da convertire.

L'aggiornamento dei valori di monetizzazione delle aree a standard con decorrenza OTTOBRE 2014 stabilisce i costi al mq di aggravio urbanistico, da versare nel caso si voglia procedere a un cambio di destinazione d'uso di un fabbricato non appartenente ad una zona di recupero EX B2.

Ad esempio:

Si vuole fare una fusione tra il proprio appartamento di 100 mq e il locale a fianco di 20 mq per ottenere un appartamento di 120 mq. E' necessario quindi convertire ad uso residenziale 20 mq di superficie attualmente con destinazione d'uso commerciale.
Consultando la tabella la zona Lambrate, con codice di zona 38, ha un costo pari a  228,99 Euro/mq. pertanto  bisognerà versare una somma pari a 228,99 *20 = 4579,8 Euro.

Quando il fabbricato appartiene ad una zona di recupero EX B2

Se dalle planimetrie del PGT risulta che l'edificio in questione appartiene ad una zona di recupero definita EX B2, per sapere quale cifra bisogna corrispondere in caso di cambio d'uso bisogna riferirsi alla Disposizione N.15/06 in materia di cambi d'uso, secondo la quale a seconda dei mutamenti della destinazione d'uso sono previste diverse percentuali.


Quali documenti sono necessari per il cambio di destinazione d'uso a residenza?


I cambi di destinazione d'uso, soprattutto quando si vuole trasformare ad esempio un magazzino o un laboratorio in residenza, prevedono che il proprietario dichiari che lo stabile in questione, e quindi la struttura, il suolo e il sottosuolo, siano salubri e non dannose alla salute di chi in seguito vi abiterà.
Per farlo occorre allegare una autodichiarazione corredata se necessario da una indagine ambientale, redatta da imprese specializzate le quali avranno il compito di verificare se alcuni valori sono rispettati.
Tale indagine si basa su una ricerca relativamente alle attività svolte in passato dai proprietari sul sito e da campioni prelevati in profondità sia all'interno del subalterno in questione sia all'esterno.
Si fa notare come la città di Milano sorga in molti punti su terreni di riporto, quindi il superamento dei valori normati non è automatico come si crede e anche un terreno apparentemente incontaminato potrebbe presentare delle sorprese sgradevoli
Nel caso non fossero rispettati sarà infatti necessaria una bonifica della zona e quindi ulteriori spese da affrontare, in base ovviamente all'estensione dell'area e della profondità di scavo.
Alla pagina BONIFICHE del Comune di Milano è possibile chiarirsi le idee per quanto riguarda l'argomento.
















MAI TRASFORMARE LA VASCA IN DOCCIA

MAIDIREMAI

SE LI CONOSCI LI EVITI

mai sostituire vasca con doccia
Sarà certamente capitato di sentire offerte tipo "con noi trasformare la vasca in doccia non è mai stato così semplice, niente muratori e idraulici in giro per casa, trasformeremo la vasca in doccia in sole 8 ore e avrete diritto al 50% di sconto per le detrazioni fiscali più ulteriori sconti da parte nostra"

Devo ammettere che il tipo di annuncio è accattivante. Pagare fino al 70% in meno per trasformare la propria vasca in doccia non è affatto male, e poi entrare in vasca a una certa età può essere pericoloso, quindi perchè non approfittarne!

Bisogna stare attenti però agli annunci che girano per televisione, anche se fatti da facce note a tutti gli italiani, facce che si è visto invecchiare e di cui ci si fida, a volte possono nascondere delle vere e proprie truffe.

Ora spiegheremo perchè non bisogna MAI trasformare la vasca in doccia con certe imprese se si vuole godere delle agevolazioni fiscali del 50 %.

Quello che certi spot non dicono, ma che è visibilissimo sulla Guida delle Agevolazioni Fiscali sul sito dell'Agenzia delle Entrate, è infatti che le detrazioni spettano SOLO a chi esegue lavori di Manutenzione Straordinaria, includendo alcuni lavori di Manutenzione Ordinaria su parti comuni degli edifici.


QUANDO SI HA DIRITTO ALLE DETRAZIONI DEL 50% ...IN BREVE


La Manutenzione Straordinaria si può riassumere nei due punti seguenti:

-demolizione e ricostruzione di pareti interne con conseguente cambio di distribuzione interna
-rifacimento degli impianti igienico sanitari

La ristrutturazione deve perciò interessare TUTTA casa, o per lo meno il rifacimento COMPLETO del bagno, con esclusione quindi della sola sostituzione dei sanitari!
Così come non dà diritto all'agevolazione la sola sostituzione dei pavimenti, la tinteggiatura, la sola sostituzione delle porte interne..
E' chiaro quindi come mai trasformare la vasca in doccia NON rientri nelle detrazioni fiscali, soprattutto quando l'impresa in questione dice esplicitamente che in sole 8 ore verrà sostituita la vasca in doccia senza nemmeno l'intervento di un idraulico! Senza quindi intervenire sull'impianto.

LE STANZE DA BAGNO DI LACASAPENSATA 

La pubblicità è ingannevole e vorrei sapere come MAI viene permesso a questa impresa di continuare a truffare gli italiani.
Inoltre trasformare la vasca in doccia non è mai una cosa risolvibile in 8 ore senza l'intervento di specialisti, senza qualcuno che intervenga sulle piastrelle a pavimento e a rivestimento, senza qualcuno che intervenga sul sifone e sullo scarico.
Certo in televisione sembra tutto semplice, vorrei veramente sapere se esistono penali in caso non venisse rispettato quanto promesso.

Senza parlare poi della qualità di un lavoro eseguito in una giornata....
La progettazione del bagno è un peccato banalizzarla in questo modo, se non altro perchè in bagno capita di passarci del tempo ogni giorno della propria vita, quindi perchè non dedicarci più di 8 ore?

Si potrebbe pensare magari a una diversa disposizione dei sanitari, perchè trasformare la vasca in doccia può essere vantaggioso anche in termini di spazio e a volte non conviene installare un piatto doccia lungo quanto una vasca.










LA FESTA DEL RICICLO DI CORSO BUENOS AIRES a MIlano

LA FESTA DEL RICICLO TORNA IN CENTRO 

E si torna in cento!


Dopo l'ultima edizione organizzata dall'Associazione GIOCORE organizzata all'interno del Parco Rivolta, proprio di fronte a dove producevano la mitica Isotta,  torna domenica 28 settembre 2014 l'attesa Festa del Riciclo di Corso Buenos Aires a Milano, organizzata questa volta dall'Associazione Viattiva.

La Festa del Riciclo al Parco Rivolta, Bresso 

A chi è rivolta la Festa del Riciclo e della Sostenibilità Ambientale


Un'associazione con scopi più che nobili, per la quale è di fondamentale importanza rivendicare il rapporto tra il quartiere e i propri abitanti. Rapporto che si basa sul lavoro, sulla presenza di servizi e attività che rendano gli abitanti felici di vivere nel proprio quartiere, e per questo impegnati socialmente, ricchi di un prezioso senso di appartenenza, come cantava il nostro caro Gaber.



Yarn Bombing al Parco Rivolta
       


La festa è rivolta a tutti e la partecipazione è come sempre gratuita. Sarà possibile a chi visiterà la festa del Riciclo di Corso Buenos Aires a Milano più di 100 espositori, tutti uniti però da un filo conduttore, il rispetto per l'ambiente e la sostenibilità dei propri prodotti.

Il 28 settembre perciò si saluta l'estate, che a dire il vero se n'e' andata da un bel pezzo, con una bella passeggiata in centro, perchè proprio non ci vogliamo arrendere al piacere di camminare all'aperto e curiosare tra le bancarelle.



Il Paravento di Lacasapensata.info, con tante idee e soluzioni sviluppate da Luca Maioli e Tano Grasso della falegnameria Creocasa.









RIPOSTIGLIO SOPPALCO IN UN MONOLOCALE A MILANO

SOPPALCARE IL RIPOSTIGLIO IN UN MONOLOCALE

Come e Quando soppalcare conviene



soppalco con mensola
Soppalco sgabuzzino su ingresso e disimpegno con accesso da altro vano

Un tempo  le nostre case si sviluppavano molto di più in altezza rispetto agli odierni canoni.
Attualmente la distanza tra pavimento e soffitto minima a Milano e nel resto delle città italiane è anche la distanza che normalmente viene adottata nelle costruzioni dal 1970  in poi, ossia 2,70 mt.
Distanza stabilita dalla razionalizzazione degli spazi e dal netto risparmio sui costi di costruzione.
Qualche anno fa però la situazione era nettamente differente e l'altezza dei soffitti era mediamente compresa tra i 3,10 mt e i 3,50 mt.

Dove prima si costruivano 4 piani, diminuendo l'interpiano ci stava un piano in più, con massimizzazione dei profitti e perchè no risparmio energetico.

Il regolamento di igiene a Milano applicato stabilisce l'altezza del soppalco pari a 2,10 metri



quando conviene soppalcare
Quando conviene realizzare un soppalco
Soppalcare il ripostiglio in un monolocale, una scelta obbligata dove l'altezza lo consente.  Gli attuali 2,70 mt sono troppo pochi per realizzare un soppalco con caratteristiche portanti. Un ripostiglio aereo infatti necessita di un pacchetto di almeno 8 cm, in maniera tale anche di poter inserire gli eventuali faretti senza che spuntino nell'estradosso.

Da regolamento di Igiene del Comune di Milano par. 3.6.0 denominato : "Soppalchi superfici ed altezza" si riporta quanto segue:
L'altezza netta tra pavimento finito e soffitto finito, sia per la parte sottostante che per la parte soprastante, non potràa essere inferiore a mt. 2,10.


quando realizzare un soppalco
PRIMA DELL' INTERVENTO

DOPO L' INTERVENTO, le ante in vetro a scorrere si trasformano in lampada quando la luce del soppalco è accesa




Tuttavia le porte attualmente in commercio misurano 2,10 di altezza, a cui si aggiunge qualche cm. di coprifilo.

L'estradosso della maggior parte dei ripostigli-soppalchi, considerandone lo spessore del pacchetto, si trova pertanto generalmente a 2,30 mt da terra,  ne risulta che un monolocale con H.= 2,70 è troppo poco per consentire di soppalcare, intervento diffuso e quasi obbligato in appartamenti con soffitti dai 2,90 in su.

Il caso studio in corso di realizzazione prevede un ripostiglio soppalco in un monolocale a Milano.
Le dimensioni del monolocale sono davvero ridotte, ma fortunatamente l'altezza dei soffitto ha fatto in modo di poter soppalcare la zona ingresso.

Se lo scaldabagno è ingombrante conviene spostarlo nel soppalco

La soluzione ha permesso di rimuovere l'ingombrante scaldabagno dal servizio e di posizionarlo in alto all'interno dell'intercapedine creata.

Per quanto riguarda l'illuminazione artificiale, i classici faretti tondi, ora con tecnologia LED, sono sempre più spesso sostituiti da un altro tipo di faretto, quadrato al bisogno, oppure da strisce led di luce continua a incasso lungo il perimetro dell'ambiente.

Realizzare un soppalco portante non è un lavoro particolarmente oneroso, ma il guadagno in termini di spazio è grande considerando l'elevato costo al mq.


PROGETTAZIONE DI SOLUZIONI SALVASPAZIO A MILANO

SOLUZIONI SU MISURA PER OTTIMIZZARE GLI SPAZI

CASO DI STUDIO, APPARTAMENTO A MILANO DI 70 MQ ( IN CORSO )


L'appartamento in corso di ristrutturazione richiedeva la progettazione di soluzioni salvaspazio a Milano, la distribuzione originale era tipica di un'edilizia popolare anni 50, un corridoio rubava prezioso spazio al soggiorno, dotato di un piccolo cucinotto non più a norma rispetto alle attuali norme vigenti in materia di rapporti aeroilluminanti (la superficie finestrata di un locale in rapporto alla superficie calpestabile)
parete mobile in cucinotto
La riprogettazione di soggiorno e cucina e una soluzione su misura per ingrandire il cucinotto 

L'INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE SALVASPAZIO E SU MISURA


L'intervento ha riguardato l'ampliamento del soggiorno grazie alla riduzione del soggiorno ad un piccolo disimpegno di fronte al bagno e l'ingrandimento del cucinotto grazie a una soluzione salvaspazio ed un intervento su misura.
IL muro demolito limitava la cucina in un piccolo ambiente, ostacolando la disposizione degli elettrodomestici a causa di un pilastro in mezzaria.
Inserire il frigorifero una volta acquistato a detta del proprietario era stata un'impresa eccezionale e la manutenzione era pressapoco impossibile.

COME INGRANDIRE UN CUCINOTTO SOSTITUENDO IL MURO CON UNA PARETE IN LEGNO


Si è deciso pertanto di demolire interamente il muro e ricreare una soluzione in legno; una parete tamburata di 10 cm di spessore a simulazione di una parete in muratura
Lo spostamento dell'ingombrante colonna frigo nella nicchia creata su misura tra il pilastro e il muro perimetrale ha permesso di liberare dalla parte opposta 60 cm di piano di lavoro e soprattutto di garantire una facile manutenzione grazie ad un pannello con apertura a battente e cerniere a scomparsa.
Dal lato del soggiorno la parete della cucina è avanzata rispetto a quella originale in maniera tale da inserire il cassone di una porta scorrevole addossato al pilastro.

ingrandire il cucinotto con una parete in legno
La soluzione, dopo la demolizione del muro attuale, prevede una parete in legno, pre-fabbricata in laboratorio,
quindi lavoro rapido e pulito!


soluzioni salvaspazio per la cucina
Ingrandire una cucina stretta e lunga
COME REALIZZARE UNA PARETE TAMBURATA IN LEGNO CHE SEMBRI UN MURO



LA TRASFORMAZIONE INTEGRALE DELL'ARREDAMENTO 

L'intervento in soggiorno e in cucina ha permesso la sostituzione integrale dell'arredamento in legno al momento in corso d'opera. Progettazione di soluzioni salvaspazio a Milano significa anche l'eliminazione del termosifone sotto la finestra e la sostituzione con un nuovo termoarredo da posizionare lateralmente alla portafinestra.
La verticalità della portafinestra ben dialoga con il termoarredo a colonne in acciaio di 1,80 di altezza.







LA PARETE IN LEGNO A TELAIO PER SUDDIVIDERE GLI SPAZI

progettazione stand e fiere
Realizzazione di stand fieristico con pannelli in legno tamburato a telaio


Per suddividere gli spazi a volte è utile ricorre alla tecnica della parete in legno Tamburato, tecnica che prevede due pannelli in legno della forma e dimensioni desiderate munite di un telaio per irrigidire la struttura.
Lo spessore del telaio determina lo spessore che dovrá avere la parete. Se si necessita una parete portante quindi lo spessore sará maggiore, mentre se la funzione della parete è solo quella di separare due ambienti lo spessore si riduce a pochi centimetri.
Normalmente le porte industriali in commercio sono realizzate con questa tecnica. A un telaio in legno vengono sovrapposti due pannelli in laminato, in maniera tale che l'impiego di materiale nobile è ridotto al minimo e la porta riduce notevolemte il proprio peso.
Una parete in legno tamburato si differenzia quindi da una parete piena per quanto riguarda la quantitá di materiale impiegato e di conseguenza il peso.


stand in legno fiera


Come si realizza una parete in legno a telaio tamburato

Il telaio prevede delle liste in legno lungo il perimetro del pannello e delle liste trasversali con passo normalmente dell'ordine dei 10-20 cm. Tutte le liste vengono normalmente incollate con colla vinilica e i pannelli pressati con delle morse in maniera tale che tutti i lati aderiscano.
Un volta incollati tutti i pezzi è necessario piallare i lati in maniera tale che le superfici siano perfettamente planari ed in grado di essere bordate.
La bordatura è fondamentale nelle pareti tamburate, in quanto determina la qualitá del risultato.
Il bordo è costituito da un rotolo in legno flessibile su supporto vinilico che viene incollato per le lunghezza necessaria.
Un'altra tecnica prevede l'interposizione tra i due pannelli in legno di una lastra in cartone pressato a nido d'ape, il quale ha il vantaggio di dare rigiditá e contemporaneamente di isolare i pannello. Uno svantaggio è l'eccessiva dipendenza dal tasso di umiditá nell'aria, che potrebbe gonfiare l'anima in cartone.
stand fieristico smontabile
Pannello in fase di realizzazione. Struttura a telaio in legno 
progettazione e realizzazione stand fieristico
Sovrapposizione alla struttura in legno di un pannello in Medium Density





Quando conviene utilizzare una parete in legno 

La parete in legno a telaio per suddividere gli spazi viene utilizzata spesso negli allestimenti fieristici al posto delle pareti in cartongesso, in quanto studiando un elementare sistema di incastri la parete in legno a telaio puó essere facilmente smontata e rimontata, mentre una parete in cartongesso la maggior parte delle volte viene buttata via senza poter essere riutilizzata.

La parete in legno è adatta anche a suddividere gli ambienti domestici nel caso non si voglia intervenire in maniera invasiva con un muro in mattoni, gasbeton o cartongesso.

mobile per lavabo da appoggio in legno
Mobile per lavabo da appoggio in legno tamburato. 
La parete in legno tamburato è un elemento prefinito, si prepara interamente in laboratorio mentre in cantiere è necessaria solamente la posa in opera, che a seconda del tipo di lavoro dura solamente poche ore e con  il minimo disturbo.

La parete in legno a telaio è quindi ideale nella creazione di un soppalco, risultando la tecnica piú libera da vincoli rispetto a una struttura in cartongesso o in muratura.
La finitura è assolutamente personalizzabile, in quanto il legno puó simulare una parete in muratura, puó essere laccato o spazzolato e dipinto con velature sovrapposte.


stand fiera in legno
Progettazione e realizzazione di Stand fieristici in legno smontabili e riutilizzabili

Talvolta non è necessario nemmeno il permesso comunale per suddividere gli spazi di casa con una parete in legno, in quanto parete mobile.

In sintesi, si tratta di un'ottima tecnica per suddividere gli spazi, siano questi domestici o di qualsiasi natura.

MOBILI SPECIALI TRASFORMABILI PER UN MONOLOCALE DI 25 MQ a Milano

Cercando in internet idee per arredare la propria casa ci si imbatte spesso in bellissime immagini che rappresentano però case che non appartengono alla realtà comune; cucine enormi, monolocali di 80 mq con soffitti altissimi..è difficile trarre dei consigli o degli spunti adattabili ai contesti più diffusi...
in questo articolo presenteremo dei mobili speciali trasformabili per un monolocale di 25 mq che abbiamo avuto modo di realizzare recententemente a Milano.


Quando si parla di mobili trasformabili viene in mente ai più quel famoso film con Renato Pozzetto in cui un ragazzo di campagna si scontrava con la mancanza di spazio nelle case di città, tavoli a ribalta, cucine a scomparsa... Viene da ridere, ma un vero monolocale di 25 mq e con soffitti alti 3 metri, che sono poi le caratteristiche più comuni per un monolocale, necessita di mobili speciali trasformabili.

STENDINO A COLONNA TRASFORMABILE RETRAIBILE
 PROGETTATO SU MISURA PER MONOLOCALI


stendere i panni in un monolocale

Stendere i panni in un monolocale di 25 mq può essere difficoltoso, può essere utile quindi una colonna al lato della portafinestra e di un calorifero a colonna ad alto rendimento di nuova installazione con stendini estraibili su binario. Un oggetto progettato  su misura e realizzato da professionisti capaci e attenti al dettaglio.

E se il calorifero si trova in un'altra posizione?
Non bisogna preoccuparsi, la maggior parte delle volte spostare un calorifero è meno complicato e costoso di quanto si pensi. In questo caso il calorifero era di tipo tradizionale ed era al lato del letto. In un monolocale di 25 mq la posizione del calorifero è fondamentale perchè limita lo sfruttamento di una parete.

mobili speciali per monolocali
La parete attrezzata al grezzo in fase di realizzazione in laboratorio

TAVOLO A RIBALTA DIMENSIONI 120X60  CM.
PROGETTATO SU MISURA PER MONOLOCALI


tavolo su misura ribaltabile
Il sistema di apertura del tavolo permette la ribalta di un tavolo da 120 cm.

Il tavolo è un oggetto troppo utile per poterlo sacrificare, eppure in questo monolocale il tavolo non c'era perchè troppo ingombrante. Il tavolo a ribalta non è una invenzione particolarmente originale, ma in questo caso contano le dimensioni! Un tavolo a ribalta industriale comune arriva fino a 60-80 cm di lunghezza. In questo caso con l'innovativo supporto estraibile il tavolo a ribalta raggiunge i 120 cm di lunghezza per 60 di larghezza, permettendo la seduta di almeno 3 persone.


CUCINA A SCOMPARSA E DISPENSA
PROGETTATA SU MISURA PER MONOLOCALI

Ciò che rende la cucina un pezzo unico tra i mobili speciali trasformabili per un monolocale a Milano è il meccanismo di apertura e chiusura delle ante. Esternamente il mobile sembra un normale armadio a due ante, ma una volta aperto si scopre un piccolo angolo cottura, in questo caso ridotto al minimo per volontà del cliente.

ante rientranti per cucina monolocale
Sistema ad ante rientranti ideale per la cucina a scomparsa di un monolocale


cucina a scomparsa per monolocaleIl meccanismo installato è l'innovativo sistema per ante rientranti NEW DARWIN della Krona-Koblenz, che offre il vantaggio di avere delle ante a battente che però non siano di intralcio una volta aperte. Il risultato è una cucina/dispensa completamente a scomparsa, ideale in un monolocale in cui è fondamentale la funzionalità e la divisione se non fisica per lo meno visiva degli spazi.


Ovviamente la scelta dell'essenza del legno per una cucina a scomparsa come quella realizzata è di fondamentale importanza. E' assolutamente necessario infatti che venga utilizzato del legno imputrescibile, poichè se venisse ad esempio utilizzato un truciolare questo si gonfierebbe a causa della concentrazione di vapore generato.
 Per questo motivo la scelta del legno di Okumè, un legno utilizzato soprattutto nelle imbarcazione appunto per la particolare resistenza all'acqua. Legno comunque laccato con abbondanti mani di vernice e protetto sul piano di lavoro e frontali con lastre in gres porcellanato, assolutamente impermeabile e resistente.


la cucina prima dell'intervento


La cucina prima dell'intervento di ristrutturazione del monolocale di 25 mq a Milano era costituita da 3 moduli e una mensola. Il piano di lavoro aveva solo un lavello che è stato riutilizzato perchè in buone condizioni. Il rivestimento è stato completamente rimosso


La nuova cucina a scomparsa per monolocale invece si sviluppa in altezza, ricavando spazio per i coperti e un eventuale forno microonde.




LETTO A RIBALTA SU DIVANO PROGETTATO SU MISURA PER MONOLOCALI

La questione è, meglio un divanoletto o un letto a ribalta che una volta chiuso lascia spazio a un divano? La risposta è semplice e ha a che fare con la qualità del sonno. Un divano letto infatti, per quanto sia di qualità, non potrà mai offrire il comfort di un materasso a molle tradizionale.

letto trasformabile con mobile contenitore
Letto a ribalta con mobile contenitore
Se la scelta infatti ricade sul materasso, è meglio optare per uno a molle piuttosto che in schiuma o lattice perchè l'armatura da rigidità al materasso , che trascorrendo molto tempo in posizione verticale potrebbe deformarsi.

La soluzione proposta inoltre ha il vantaggio di essere contenitiva, infatti sotto la seduta del divano è presente un capiente cassettone dove è possibile riporre i cuscini e le coperte più ingombranti.

Il meccanismo montato è semplicissimo, basta rimuovere i cuscini dello schienale del divano e tirare la maniglia del grande pannello in legno impiallacciato rovere spazzolato; un letto di tipo "francese" ( 150 cm. di larghezza) si adagerà in posizione orizzontale grazie a due robuste gambe in acciaio che ruotano in fase di apertura.

I cassetti e la zona giorno ricavata nella parete attrezzata lateralmente al divano diventano ora dei pratici comodini, risultando un letto a tutti gli effetti.


arredare un monolocale

PRIMA DELL'INTERVENTO

La parete prima dell'intervento era scarsamente utilizzabile a causa del calorifero, che oltre che rubare spazio prezioso, era troppo vicino al divano letto.
Il termosifone non solo impediva di posizionare i mobili sull'unica parete veramente sfruttabile del monolocale, ma di notte riscaldava eccessivamente il letto.

La prima cosa da fare era spostare il termosifone e posizionarlo in un posto dove non fosse di intralcio. Si è pensato quindi di sostituire il vecchio termosifone con un termoarredo a colonna ad alto rendimento, che essendo costituito solamente da due elementi lunghi 1,80 mt è stato possibile inserire nella vicina spalletta della portafinestra.





ARREDARE CASA CON MOBILI VECCHI DI RECUPERO E MODERNARIATO A MILANO

L'ambiente domestico è sicuramente ció che piú ci rappresenta, visitando una casa si possono dire molte cose sul carattere e la personalitá di chi la abita, pur senza averla mai vista nè conosciuta. Distinguersi dalla massa e possedere qualcosa di unico sono solo due dei buoni motivi per arredare casa con mobili vecchi di recupero e modernariato a Milano, e ad essere sincero sono anche i motivi piú futili.

Armadio ufficio anni 60 trasformato in dispensa. Modernariato Milano

Anni fa al mercato di Porta Portese a Roma trovai un libro di fotografia al quale mi affezionai subito. Si intitolava "Dentro le case"; una bellissima edizione ricca di immagini che raccontavano un viaggio in giro per l'Italia del fotografo Gianni Berengo Gardin, ospitato appunto dentro le case dalle persone che ritraeva nei sui ritratti in bianco e nero.
Le persone rispecchiavano gli ambienti domestici, il progetto illustrava l'Italia intera attraverso i ritratti dei suoi abitanti, appartenenti ad ogni classe sociale dalla piú umile alla piú aristocratica e ingessata, e per rafforzare il carattere e l'espressivitá di quei vestiti e quegli occhi immortalati in uno scatto Gianni Berengo Gardin decise di farlo a casa loro, chi in camera da letto, chi un cucina o chi se lo poteva permettere in soggiorno.

Armadio anni 60 recuperato dalla strada. Fase di smontaggio
La casa è onesta, la casa non mente, varcato l' ingresso ci si rende conto all'istante della personalitá del proprietario, se introverso o meno, razionale o meno.
Non serve nemmeno curiosare tra le fotografie, basta dare un'occhiata alla disposizione dei mobili, ai colori ai materiali...

Ecco il primo dei buoni motivi per arredare casa con mobili vecchi di recupero e modernariato Milano, che poi è lo stesso anticipato sopra: recuperando un mobile vecchio è possibile personalizzarlo come si vuole esattamente secondo il proprio gusto e l'effetto che si vuole creare in casa.
Un mobile nuovo  non dá questa possibilitá.
O si pensa in un primo momento che non ne valga la pena, che è nuovo e non serve, o ci si sente limitati dal fatto che, se poi non si riesce a raggiungere il risultato ottenuto, si è rovinato il mobile inutilmente.

Un mobile nuovo non ammette errori, un mobile vecchio e di recupero si, perchè tanto peggio di cosí non puó essere! Il diritto all'errore è fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo.


Fase 2: Carteggiatura, rimozione parti metalliche e consolidamento in Laboratorio

Un altro dei buoni motivi per arredare casa con mobili vecchi di recupero e modernariato a Milano
è di tipo morale. Io personalmente ci tengo molto peró mi rendo conto che non appartiene alla sensibilitá di tutti ed è vero che il gesto di un singolo non cambia molto, ma i gesto di molti si!. Produrre meno rifiuti, salvare un mobile dalla strada (sempre se ne valga la pena ovviamente) è un gesto di rispetto nei confronti dell'ambiente. La famosa multinazionale svedese e simili non sarebbero contente vedendo una diminuzione delle vendite, ma sicuramente l'ambiente ci guadagnerebbe. E non è nemmeno vero che un atteggiamento simile taglia le gambe all'economia, perchè far lavorare un artigiano per rimettere a posto un mobile è molto piú utile che alimentare questi giganti che esternalizzano la produzione in paesi in cui la manodopera costa meno.


Sostituzione zoccolo e bacchette fermavetro, velatura parti esterne e fondo bianco spugnato all'interno

Non è da sottovalutare poi l'aspetto economico, il famoso gigante svedese a ben guardare non è poi tanto economico, per una credenza simile a quella recuperata qui sotto non chiede meno di 450 Euro, a cui poi bisogna sommare alcuni fattori da valutare:
1: I mobili in questione sono per la maggior parte in truciolare e cartone pressato, ossia materiali di scarto recuperati e tenuti assieme con la colla, che come è noto possono emettere pericolosi quantitativi di formaldeide, in particolar modo se la produzione avviene in paesi in cui i controlli non sono fatti a dovere
2:A meno di non pagare costi aggiuntivi, i mobili bisogna andare a ritirarli, portarli a casa e poi rimontarli, quindi a questi 450 Euro in realtá c'e' da sommare qualche ora di lavoro comunque.

Armadio dispensa cucina anni 60 Milano restaurato e dipinto a mano.

C'e' poi la durata, segnale dell'effettiva qualità di un prodotto. Un mobile di questo famoso gigante svedese è difficile che duri 40 anni, l'armadio dispensa restaurato, data la provenienza è probabile che ne abbia compiuti 50 e con Lacasapensata e Creocasa è pronto per altri 50!

Per arredare casa con mobili vecchi di recupero o trasformare il proprio arredamento basta chiamare, organizzare un sopralluogo per visionare dal vero il mobile da trasformare e capire lo stile e il risultato che si vuole raggiungere e in poco tempo si otterrà un risultato unico e di qualità.








LE PIASTRELLE ROTTE PER DECORARE BAGNO E CUCINA A MILANO

 Come rendere gli ambienti di casa propria delle opere d'arte

ristrutturazione bagno mosaico
Bagno nella Hundertwasserhouse a Vienna

Il bagno e la cucina sono generalmente gli ambienti della casa che prevedono uno studio piú approfondito per quanto riguarda i materiali da rivestimento, una volta ottenuta una buona distribuzione degli ambienti rimane l'arduo compito di personalizzare la casa, renderlo un ambiente gradevole e in sintonia con chi la abiterá, una soluzione per ottenere un risultato unico è sicuramente utilizzare le piastrelle rotte per decorare bagno e cucina a Milano


mosaico con piastrelle rotte
Fonte:  http://archietetti.blogspot.it/
Molti avranno il problema di sostituire delle piastrelle che a causa dell'usura, di una cattiva posa o della scarsa qualitá del materiale posato, si sono rotte. Non sempre peró le piastrelle rotte sono un problema, c'è chi ne ha ricavato una professione adoperando proprio le piastrelle rotte a proprio vantaggio..
Il nome della tecnica è Trecandìs e consiste nel realizzare un mosaico utilizzando pezzature differenti per colore dimensione e talvolta materiale.


rifare il bagno con le piastrelle rotte

mosaico piastrelle rotte gaudi
Particolari del Parco Guell di  Antoni Gaudí, Barcellona
L'esempio piú conosciuto è sicuramente il Parco Guell a Barcellona del maestro Gaudí che ricicló frantumi di pezzi di piatti, piastrelle, vetri colorati per ricoprire le sedute con uno stile fiabesco e vivace.

Se si pensa alla quantitá di sfrido (cioè quella quantitá di piastrelle che avanzano durante una normale posa in opera) che ogni giorno finisce nelle discariche delle nostre cittá, viene da pensare che è un peccato che non ci siano dei punti di raccolta, perchè in effetti viene buttato via materiale ancora nuovo, solamente rotto!


L'arte di riutilizzare i frammenti in maniera creativa: il Trecandis


Il trecandis o l'arte di utilizzare le piastrelle rotte per decorare bagno e cucina non è adatta a tutti.
Chi predilige superfici continue prive o quasi di fughe, o chi non vuole un arcobaleno di colori nella propria casa opterá sicuramente per altre soluzioni, anche se bisogna notare che anche un architetto come Santiago Calatrava, noto per i suoi volumi scultorei e candidi, non ha disdegnato tale tecnica nel rivestire l'interno della fermata della Metro di Alameda a Valencia.





Progettare la ristrutturazione di un bagno o una cucina a Milano con la tecnica del Trecandis è un'esperienza artistica che diverte e stimola, e come tutti i fatti artistici da molta soddisfazione. Non ci sono schemi da seguire, le regole sono soggettive e vale solo la capacitá nell'abbinare i colori forme e materiali in maniera tale da ottenere un risultato gradevole, rispettando magari un disegno di fondo che la maggior parte delle volte evolve in corso d'opera.

Le piastrelle rotte possono seguire le forme piú svariate, e se da una parte la posa in opera è piú complicata, non bisogna preoccuparsi delle tagliate, dei paraspigoli, se in plastica o in acciaio, delle partenze, della modularitá dei formati...di tutta una serie di questioni che se la posa di pavimenti e rivestimernti non è studiata in partenza dal progettista, sará il posatore a dover risolvere in breve tempo in fase di cantiere, talvolta con effetti indesiderati.


Riducendo il fomato delle tessere e studiandone la posa è possibile anche rivestire dei normali sanitari ceramici, lavabi o piatti doccia, talvolta riciclati o di recupero, mobili bagno in muratura, mensole, specchi.... Rivestendo una superficie continua si ha il vantaggio di assicurarsi brutte sorprese quali perdite o infilitrazioni,  che al contrario possono verificarsi in presenza di una vasca o una doccia in muratura se realizzata da personale inesperto. Sta alla perizia dell'artigiano accompagnare le superfici, smussare e ammorbidire gli spigoli, in maniera tale da ottenere un oggetto esteticamente gradevole ma al contempo funzionale.


Il Trecandis tuttavia non prevede solamente piastrelle rotte per decorare bagno e cucina, ma anche vetri, di svariate dimensioni e colori. L'architetto Mike Reynolds, protagonista del film documentario Garbage Warrior, è un combattente dei rifiuti, o ció che la societá dichiara che è un rifiuto. Nelle sue opere tra le altre cose utilizza bottiglie colorate annegate in muretti in terra cruda o in conglomerato cementizio e il risultato è a dir poco sorprendente.


I colori sgargianti sono una delle caratteristiche principali delle supefici che di solito sono rivestite con la tecnica del Trecandis. Il colore è carattere, personalitá. Il colore comunica sempre, non lascia indifferenti.

L'architetto austriaco Hundertwasser, considerato uno dei padri della bioedilizia,  in particolar modo nella produzione piú tarda della sua carriera ha privilegiato nei suoi dipinti, arazzi e opere architettoniche, colori vivaci ed allegri.

La sua missione era umanizzare le cittá e gli spazi vitali dell'uomo, renderli piú gradevoli ed unici. Gli uomini sono diversi gli uni dagli altri; l'uniformitá e l'appiattimento dono disumanizzanti, sulla base di questo concetto i suoi retrofit miravano a personalizzare gli ambienti marcando le differenze e le peculiaritá di ciascuno.





Lo Yarn Bombing, in Italia recente movimento che in un modo piú "gentile" rispetto ai classici graffitari si propone di fare della cittá la propria opera d'arte, lana alla mano persegue lo stesso scopo e alle guerrigliere/i dovremmo dire grazie e sostenerle/i.








FESTA DEL RICICLO E DELLA SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE @ BRESSO


Domenica 8 giugno all'interno del parco Rivolta a Bresso, proprio di fronte a dove si produceva la mitica ISETTA antenata delle moderne city car, si terrá la ormai rodata  FESTA DEL RICICLO E DELLA SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE DI BRESSO, unico evento Green in Lombardia aperto gratuitamente al pubblico.


In occasione della festa, ricca di eventi ed incontri formativi, sará possibile all'interno di SCARTY PARTY incontrare direttamente chi al tema del recupero e della sostenibilitá dedica gran parte della proprio tempo ed energie, professionisti ed artigiani uniti per affermare che i materiali hanno 7 vite come i gatti, e talvolta anche di piú.


La parola d'ordine è "Non chiamarla spazzatura!"
Lacasapensata, con gli architetti Luca Maioli e Gaetano Grasso,  esporrá al Parco Rivolta di Bresso le proprie idee e la propria particolare concezione di riciclo, portata avanti a differente scala dalle  ristrutturazioni ad  interventi minori, includendo sia arredi ricavati con materiali destinati ormai ad affollare le discariche, sia pezzi di arredamento che avrebbero solamente bisogno di cambiare "vestito".
Tavolo circolare rinnovato
Tavolo da pranzo rilaccato bianco da classico tavolo noce scuro 


evitare di cambiare la cucina
NON cambiare la cucina! LACCALA
Alla festa del riciclo e della sostenibilitá ambientale si vedrá dunque come è possibile passare da un tavolo dal classico colore noce scuro ad un apprezzato ed unico vero pezzo di design. Quando il mobile è di qualitá a volte basta davvero poco; laccare le superfici, sostituire qualche anta o solamente qualche cerniera, adattare qualche modulo perchè nel frattempo non si usano piú i grossi televisori di una volta ora sostituiti da un minimale schermo piatto...


Programma della Festa del Riciclo e della Sostenibilitá ambientale @ Bresso


h. 9.00    -  posizionamento della scultura permanente di alcuni ragazzi del Politecnico
                -   posizionamento dell'installazione "I colori della luce" a cura dell'Ass. Rivolta, per set fotografico
                -  Point Giò.CO.RE. per proseguimento  "Intrecci in città" - yarn bombing - divulgazione
                -  Point Istituzionale - divulgazione
                - Point "Amici del Parco Nord" - divulgazione
                 - Pro-loco Ternengo (BI) - esposizione lavori yarn bombing e autovettura "500" - divulgazione
                -  Mostra lavori dei ragazzi delle scuole del territorio a cura Coop Koinè per conto della Soc. Novelis
                 - Automezzi Amsa per dimostrazioni

h. 10. Concorso per vincere la "Ri.ciciletta" a cura della Soc. Novelis
h. 10,30 - Laboratori per bambini Coop. Koinè per conto della Soc. Novelis
                altri laboratori presso gli stand - 
h. 12/13    Saluto delle Istituzioni, deposizione cartello della scultura - consegna pergamena ai ragazzi
h. 13         Aperitivo offerto da Rist. l'Approdo e Aquiloni Park
                Proseguono i laboratori
h. 17 -      Associazione Segni e Parole  offrono break
h. 17,30   Saluto Assessora alla Cultura
h. 17,40   Premiazione Concorso Ri.cicletta
h. 17.45   Intermezzo cabaret di due attori professionisti
h. 18.00   Sfilata "Rifiuti d'Alta Moda2014" abiti e accessori realizzati con materiali riciclati presentati da donne comuni di tutte le età,
                presentata dai due attori.
h. 19.00  circa..... saluti .. con arriverderci alla prossima edizione.


Il modo migliore di riciclare secondo noi:

cornici su misura
Cornice ricavata da liste di Parquet in rovere massello
Riciclo e sostenibilitá ambientale significa allungare il ciclo di vita di un materiale inventandone una funzione nuova ma significa soprattutto evitare se possibile di generare nuovi rifiuti, spesso sostituiti da arredi dalla dubbia qualitá anche se molto gradevoli esteticamente.


La logica del consumismo non puó andare di pari passo con l'attuale crisi economica; riutilizzare materiali scartati o esausti, sia mantenendone l'originaria funzione  sia inventando una funzione nuova è la giusta strada per uno sviluppo sostenibile, sia in termini di costo per l'utilizzatore finale sia per l'ambiente.





Del legno si sa non si butta via niente!


tavolo dipinto a mano di design
Particolare del Tavolo Wendy realizzato con liste di parquet di recupero spazzolate e dipinte a mano

Il legno si puó tagliare, modificare, ripulire e perfino riportare a come nuovo asportandone lo strato piú superficiale e sottoposto all'usura, e cosí non è strano che da un pavimento in parquet si possa ricavare un originale piano per un tavolo....alla festa del riciclo e della sostenibilitá ambientale di Bresso il parquet rivive, sia come tavolo, sia appeso alle pareti per incorniciare delle fotografie.

TAVOLO CON PIANO IN LISTE DI PARQUET DI RECUPERO




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